IPv4 e IPv6: che differenza c'è
Gli indirizzi IP esistono in due formati: il vecchio IPv4, quello a quattro numeri separati dai punti, e il nuovo IPv6, molto più lungo e con anche le lettere. Convivono da anni sulla stessa rete, e la tua connessione probabilmente usa entrambi senza che tu te ne accorga.
Il problema che ha fatto nascere IPv6
IPv4 permette poco più di quattro miliardi di indirizzi. Nel 1981, quando fu definito, sembravano infiniti: i computer collegati a Internet erano poche centinaia. Oggi ogni persona ne porta addosso tre o quattro fra telefono, computer e orologio, e a questi si aggiungono telecamere, televisori, automobili e contatori.
Gli indirizzi IPv4 sono ufficialmente esauriti: in Europa il registro che li assegna li ha finiti nel 2019, e da allora vengono solo riciclati o rivenduti. IPv6 è la risposta a questo esaurimento.
Quanti indirizzi in più, davvero
IPv6 usa 128 bit invece di 32. Non è quattro volte tanto: è 340 miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di indirizzi. Un numero che non ha senso pratico immaginare, ed è esattamente il punto: è stato scelto perché il problema non si ripresenti mai più.
Il risultato concreto è che ogni dispositivo può avere un indirizzo pubblico proprio, invece di condividerne uno con tutta la casa.
Come si riconoscono
Un IPv4 ha quattro gruppi di numeri da 0 a 255 separati da punti: 93.45.201.7.
Un IPv6 ha gruppi di lettere e numeri separati da due punti:
2a01:4f8:c17:b8f::1. I due punti doppi indicano una serie di zeri accorciata, un modo
per non scrivere indirizzi lunghissimi.
Nella pagina principale di questo sito trovi indicato quale dei due stai usando, alla voce Versione IP.
Che cosa cambia per chi naviga
Nella pratica quotidiana, nulla. I siti funzionano allo stesso modo e il passaggio da un protocollo all'altro avviene senza che tu debba fare niente. Le differenze si notano in tre casi:
- Con IPv6 puoi raggiungere da fuori i dispositivi di casa senza i giri necessari con IPv4, perché ognuno ha un indirizzo proprio
- Alcune connessioni condividono l'IPv4 fra più clienti (il CGNAT) mentre forniscono un IPv6 pieno: in quel caso l'accesso da remoto funziona solo in IPv6
- Il tuo IPv6 tende a cambiare meno spesso dell'IPv4, quindi è un identificativo più stabile — un aspetto da considerare per la riservatezza
La mia connessione ce l'ha?
In Italia dipende dall'operatore: le connessioni in fibra più recenti e le reti mobili lo forniscono quasi sempre, mentre su alcune linee più vecchie va richiesto o non è disponibile. Molti collegamenti funzionano in dual stack, cioè con entrambi i protocolli attivi contemporaneamente: il dispositivo sceglie di volta in volta quale usare, preferendo IPv6 quando il sito di destinazione lo supporta.
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