Si può risalire a una persona dall'indirizzo IP?
In breve: un privato no. Un indirizzo IP porta all'operatore che lo ha assegnato e a una zona approssimativa, non al nome e all'indirizzo di casa di chi lo usava. Quel collegamento lo conosce solo l'operatore, e lo comunica soltanto all'autorità giudiziaria, nell'ambito di un'indagine.
Che cosa rivela davvero un indirizzo IP
Se inserisci un indirizzo nella pagina principale vedi tutto quello che chiunque può sapere: il paese, una città o regione indicativa, il provider che gestisce quel blocco di indirizzi e il tipo di connessione. È l'equivalente di sapere da quale centralino è partita una telefonata, non chi l'ha fatta.
Anche la città va presa con cautela: indica il punto della rete dell'operatore, che può trovarsi a decine di chilometri da chi si collega. Perché è così lo spieghiamo nella guida che cos'è un indirizzo IP.
Chi sa a chi apparteneva quell'indirizzo
Solo l'operatore che lo ha assegnato. Gli indirizzi cambiano spesso di mano — a ogni riavvio del modem, a ogni connessione da telefono — quindi per sapere chi lo usava serve anche il momento esatto: giorno, ora, minuto e fuso orario.
In Italia gli operatori conservano questi dati di traffico per dodici mesi, senza il contenuto delle comunicazioni. Per reati particolarmente gravi, come terrorismo e criminalità organizzata, la legge prevede una conservazione più lunga. Possono ottenerli le autorità che indagano, con l'autorizzazione del giudice: non un privato, non un avvocato con una semplice lettera, non un sito che promette di "localizzare" qualcuno.
Ho ricevuto minacce, molestie o una truffa: che cosa faccio?
- Conserva le prove — messaggi, email complete, nomi utente, collegamenti, con data e ora. Le schermate aiutano, ma non cancellare gli originali
- Annota i dettagli — dove è successo, quale servizio, eventuali indirizzi IP o codici di transazione che ti sono stati mostrati
- Denuncia — alla Polizia Postale, anche partendo dal suo sito ufficiale commissariatodips.it, oppure a qualsiasi ufficio di Polizia o dei Carabinieri
- Segnala anche al servizio dove è avvenuto il fatto: social network e piattaforme hanno procedure apposite e conservano i propri registri
Ci sono anche cose da non fare: non cercare di farti giustizia da solo, non pubblicare nomi o indirizzi di chi sospetti — potresti sbagliare persona e commettere tu un reato — e non pagare chi promette di trovare l'autore in cambio di denaro.
Posso scoprire chi mi ha mandato una email?
Le intestazioni complete di un messaggio — in quasi tutti i programmi di posta si trovano come "mostra originale" o "visualizza sorgente" — contengono gli indirizzi dei server da cui è passato. Di solito però sono quelli del servizio di posta usato dal mittente, non della sua connessione: i grandi servizi come Gmail o Outlook non riportano l'indirizzo di chi ha scritto.
Anche quando l'indirizzo del mittente compare, si torna al punto di partenza: porta a un operatore e a una zona, non a una persona. Le intestazioni restano comunque una prova preziosa da allegare a una denuncia, perché contengono date, ore e server esatti.
E i siti che promettono di localizzare chiunque?
Mostrano gli stessi dati pubblici che vedi nella nostra pagina principale, spesso con una mappa che dà un'impressione di precisione che non c'è: il punto sulla mappa è il centro della zona stimata, non una casa. I servizi che chiedono soldi per "trovare il nome" dietro un indirizzo non possono ottenerlo legalmente.
Perché a volte nemmeno le indagini arrivano lontano
- VPN e proxy — l'indirizzo visibile è quello del servizio, non della persona: bisogna risalire anche al fornitore della VPN, spesso all'estero, e sperare che conservi i registri (vedi la guida sulle VPN)
- Reti mobili e CGNAT — lo stesso indirizzo è usato contemporaneamente da molti clienti, e senza dettagli aggiuntivi non si distingue uno dall'altro (vedi la guida sul CGNAT)
- Reti condivise — un Wi-Fi pubblico, un ufficio, una biblioteca: l'indirizzo porta al locale, non a chi era seduto al tavolo
- Il tempo — passati i termini di conservazione, i dati non esistono più
Il rovescio: che cosa sanno di te i siti che visiti
Vale anche al contrario. Ogni sito vede il tuo indirizzo, e quindi il tuo operatore e una zona approssimativa — esattamente quello che vedi nella pagina principale. Non vede nome, via e numero civico.
Quello che davvero ti identifica, di solito, non è l'IP: sono gli account con cui accedi, i dati che inserisci nei moduli, i cookie. Se vuoi che un sito non associ a te il tuo indirizzo, una VPN sposta il punto da cui esci; ma se poi entri col tuo account, il sito sa comunque chi sei.
I dettagli tecnici — porte, registri degli operatori, banche dati pubbliche degli indirizzi e segnalazioni di abuso — sono nell'approfondimento.
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