Qual è l'IP del mio dominio?

Scrivi il dominio del tuo sito o della tua azienda: vedi a quale indirizzo IP punta, su quale provider è ospitato e tutti i suoi record DNS, dalla posta ai server DNS.

← Torna al mio indirizzo IP

Domini e record DNS: le domande più comuni

Scrivi il dominio nella casella qui sopra, ad esempio esempio.it, oppure incolla l'indirizzo intero del sito. Vedi subito gli indirizzi IPv4 (record A) e IPv6 (record AAAA) a cui punta, il provider che li gestisce e dove si trovano. Se il dominio è un alias (record CNAME) vedi anche il nome a cui rimanda.

Molti siti rispondono sia su esempio.it sia su www.esempio.it, e i due nomi possono puntare a server diversi: per questo li mostriamo entrambi.

Succede quando il sito passa da una CDN o da un proxy, come Cloudflare, Akamai o Fastly: il DNS restituisce gli indirizzi della CDN, che riceve le visite e le inoltra al server vero. L'indirizzo del server resta nascosto, ed è proprio lo scopo: proteggerlo da attacchi e alleggerirlo.

Anche con un hosting condiviso l'indirizzo è quello del server del provider, su cui stanno centinaia di altri siti: è normale, e non vuol dire che il sito sia configurato male.

Il record A collega un nome a un indirizzo IPv4 (93.184.216.34), il record AAAA a un indirizzo IPv6. Il record CNAME invece dice che un nome è un alias di un altro: www.esempio.it può rimandare a esempio.it, o al nome assegnato da una piattaforma come Shopify o Wix, e prende i suoi indirizzi.

I record MX dicono quali server ricevono la posta del dominio, in ordine di priorità: il numero più basso è il primo. Da qui si capisce se la posta è su Google Workspace, Microsoft 365 o un altro servizio.

SPF è un record TXT che elenca i server autorizzati a spedire posta a nome del dominio. DMARC (record TXT su _dmarc.esempio.it) dice a chi riceve che cosa fare dei messaggi che non superano i controlli: consegnarli, metterli nello spam o rifiutarli. Senza SPF e DMARC chiunque può spedire email che sembrano arrivare dalla tua azienda.

NS: i server DNS che rispondono per il dominio, cioè dove si modificano i record. SOA: i dati tecnici della zona, con il server principale, l'indirizzo di chi la gestisce e il numero di serie che cresce a ogni modifica. TXT: testi liberi, usati per SPF, DMARC e per dimostrare a Google, Microsoft e altri servizi che il dominio è tuo.

PTR: il nome associato a un indirizzo IP, il percorso inverso; lo imposta chi possiede la rete, non chi possiede il dominio, ed è importante per i server di posta. CAA: quali autorità possono emettere certificati SSL per il dominio; se manca, possono farlo tutte.

Su Linux e macOS con dig: dig +short A esempio.it per gli indirizzi, dig +short MX esempio.it per la posta, dig +short TXT esempio.it per i record TXT. Su Windows con nslookup -type=MX esempio.it oppure, in PowerShell, Resolve-DnsName esempio.it -Type MX.

Il tuo IP pubblico, invece, si legge con curl mioip.org.

Ogni record ha un TTL, il tempo in secondi per cui i resolver possono tenerlo in memoria: finché non scade, chi l'ha già letto continua a usare il valore vecchio. Con un TTL di 3600 la modifica arriva a tutti entro un'ora. Prima di un cambio importante, come un trasloco di server, conviene abbassare il TTL qualche giorno prima.